Itinerario letterario

Diversi sono gli spunti letterari e culturali che fanno riferimento ad Ardea. Il più importante è quello di Virgilio con la sua Eneide. L’opera epica ha come ambiente il Lazio Latino e proprio la città di Ardea. La letteratura latina più volte ha fatto riferimenti ad Ardea: Ovidio (Le Metamorfosi), Silio Italico.

Ardea è stata citata più volte nei famosi Viaggi in Italia degli scrittori romantici (tra cui Goethe).

Nell’Ottocento la cita anche Giuseppe Gioachino Belli in La guittarìa I, un suo poemetto in romanesco.

Anche la letteratura moderna ha parlato di Ardea. Tra questi, Gabriele d’Annunzio con il suo romanzo Forse che sì, forse che no.

E’ vissuto a Lido dei Pini il poeta ferrarese crepuscolare e futurista Corrado Govoni.



L’Eneide

L’Eneide è un poema epico scritto da Virgilio nel secolo I a.C. e racconta di come Enea, principe troiano, fugge dalla sua città e arriva in Italia, diventando il precursore del popolo romano. Il poema è suddiviso in dodici libri ed è incompiuto. Comincia in medias res (in mezzo alle cose, dunque, in mezzo a un fatto), quando la dea Giunone scatena una tempesta in modo da impedire ad Enea di arrivare in Italia. Enea ed i suoi sbarcano sulle coste africane e sono accolti a Cartagine dalla regina Didone. Durante un banchetto Didone invita Enea a “rinnovare un dolore inesprimibile”, a raccontare, cioè, le sue avventure. E l’eroe comincia dal principio, dalla caduta di Troia per mano dell’astuto Ulisse: egli aveva fatto costruire un enorme cavallo di legno, al cui interno si sarebbero nascosti i migliori guerrieri greci. Enea racconta dell’incontro con “l’anima insepolta” di Polidoro, di quello con il ciclope Polifemo.

Il libro IV è incentrato su Didone, che, innamorata, maledice Enea per averla abbandonata e poi si uccide. Il libro seguente è dedicato alla descrizione dei giochi funebri in occasione del primo anniversario dalla morte di Anchise, padre di Enea. L’episodio si conclude con la triste morte del nocchiero Palinuro, che cade in mare insonnolito, lasciando l’imbarcazione di Enea e dei suoi compagni senza controllo. Nel libro VI Enea scende negli Inferi insieme alla sacerdotessa Sibilla. Lì egli incontrerà il padre defunto, Anchise. L’ombra del padre gli rivelerà che è stato scelto dagli dei per fondare l’Impero di Roma. Enea giunge nel Lazio, accolto dal re Latino. Il re è favorevole ad accogliere i troiani perché suo padre gli aveva preannunciato che Lavinia, figlia di Latino, avrebbe generato una stirpe gloriosa insieme ad uno straniero. Entra in scena Turno, Re dei Rutuli di Ardea, al quale era stato rifiutato il matrimonio con Lavinia. Egli deciderà di scatenare una guerra contro i troiani. Dopo vari episodi, come quello dei giovani Eurialo e Niso, l’alleanza troiani-etruschi, la morte di Camilla, Enea e i suoi escono vincitori in seguito allo scontro decisivo tra Turno ed Enea.